Eventi e News

 

“Costruire una cultura dell’inclusione con eTwinning”

 

“Ogni persona ha diritto a un'istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente di qualità e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire competenze che consentono di partecipare pienamente alla società e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro.” (Tibor Navracsics, Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport)

Il libro eTwinning book “Costruire una cultura dell’inclusione con eTwinning” presenta una selezione di progetti e attività eTwinning che promuovono l’istruzione inclusiva e mostra in che modo insegnanti e studenti partecipanti a eTwinning contribuiscano ad affrontare le odierne sfide educative.

Il libro è incentrato sui seguenti tre aspetti:

  • Come superare gli ostacoli geografici che devono affrontare quanti vivono in zone remote o rurali, e i giovani che abitano su piccole isole o in regioni periferiche.
  • Come stimolare la comprensione interculturale, soprattutto con i giovani appartenenti a minoranze e/o a contesti socioeconomici svantaggiati: immigrati, rifugiati o discendenti nati in famiglie immigrate o rifugiate, giovani appartenenti a minoranze nazionali o etniche, giovani con difficoltà di adattamento linguistico e inclusione culturale, ecc.
  • Come gestire le sfide didattiche e garantire la piena inclusione dei giovani con difficoltà di apprendimento, problemi di rifiuto della scuola, scarsi livelli di qualifica e di rendimento scolastico, ecc.

Clicca qui per scaricare il libro eTwinning

 

European eTwinning Prizes 2017 winning project

Migrants and Refugees

Gli altri video....


Sarzana 1/3 settembre 2017 - Festival della mente.

L'importanza dell'ascolto nel processo educativo

www.festivaldellamente.it

E se noi insegnanti imparassimo a stare un po’ più zitti?


- Franco Lorenzoni, 26.08.2017

C’è una sola possibilità di dare la parola a bambine e bambini nella scuola: che noi insegnanti si impari a parlare un po’ di meno e ad ascoltare di più. Del resto, come dice con espressione icastica un mio amico irakeno, ci sarà qualche motivo per cui ci hanno fatto una sola bocca e due orecchie!
Lo scorso anno, in quarta elementare, Nisrin un giorno ha detto che, quando siamo in cerchio, “il canto solleva e porta in giro l’anima per la stanza”. È dalla prima elementare che sono colpito dalla ricchezza delle metafore che a volte ci propone, superando la sua timidezza. La sua famiglia viene dal Marocco e sempre più mi vado convincendo che il modo in cui racconta come le cose viaggino tra l’interno e
l’esterno della mente e del corpo sia nutrito da immagini che provengono dalla sua cultura, che purtroppo ignoro.
Scuole dell’infanzia e scuole primarie sono luoghi pubblici particolarmente delicati e preziosi oggi, perché è lì che i più piccoli compiono i loro primi passi verso una possibile convivenza pacifica tra culture, da inventare e reinventare ogni giorno.


Chiedere ai bambini figli di immigrati di parlare esplicitamente delle proprie origini, della propria famiglia o della terra di provenienza spesso è controproducente, perché scivola facilmente in un paternalismo inconsapevolmente invasivo. Bambine e bambini sperimentano sulla loro pelle, di diversi colori, quanto sottile sia il confine tra la percezione della diversità e pratiche più o meno coscienti di discriminazione.

Molti, infatti, reagiscono facendo di tutto per essere o apparire come gli altri.


Eppure le potenzialità delle tante differenze che abitano le nostre scuole sono enormi e le insegnanti più sensibili e attente si domandano come rendere vivo questo fragile e necessario laboratorio del futuro, questa sorta di pronto soccorso culturale che è la scuola di base nel nostro paese oggi, quando riusciamo a farne un luogo di incontro, di scambio e di senso.
In fondo siamo lì per crescere, dunque per trasformarci, e farlo insieme tra diversi, comportando maggiore impegno e fatica, ci aiuta ad aprirci un po’ di più e a scoprire parti nascoste di noi, imparando ad entrare e a giocare con le metafore degli altri.


Sempre Nisrin, in terza elementare ha detto: “La matematica è un omino che va in bicicletta dentro la testa. Se si ferma cade, se riesce a correre risolve i problemi”.


L’immagine mi è sembrata così bella che l’abbiamo scritta in grande sul muro. La trovo particolarmente efficace e ogni volta che osservo un bambino in difficoltà di fronte a un problema, penso a quel disequilibrio e a quella caduta di cui ci ha parlato Nisrin, che nasce da una sua difficoltà reale, sofferta.
Poi un giorno Pedro, il papà di un’altra bambina, che è uruguaiano e sta studiando l’arabo, mi informa che in arabo matematica si dice alriadiyatt, parola che nomina lo sport e dà l’idea dell’esercizio del cervello. Il papà di Nisrin aggiunge che forse v’è persino l’idea di acrobazia.

Scopro così che l’origine della metafora di Nisrin sta nella lingua che parla in casa e in cui a volte pensa e forse sogna.
Diversità è ricchezza è un bello slogan, che rischia tuttavia di essere retorico.
Diversità è anche fatica, sforzo, difficoltà da affrontare. Solo se percorriamo con consapevolezza e convinzione la lunga strada verso un autentico e sincero ascolto reciproco, possiamo tentare di trasformare il gruppo classe in una piccola comunità provvisoria capace di ascolto. Ma c’è davvero comunità quando ci sorprendiamo e ci stupiamo gli uni degli altri, quando i nostri ruoli e le nostre posizioni non si cristallizzano.

Se ci riflettiamo, ogni relazione soffre e si avvilisce quando diamo per scontato ciò che ci aspettiamo dall’altro.
Ora, poiché nella cultura e nell’apprendimento tutto è relazione, è intorno alla qualità della rete dei rapporti che si stabiliscono tra noi e tra ciascuno di noi e gli oggetti culturali che siamo chiamati ad esplorare che dobbiamo tessere la fragile tela della reciprocità. Ma se io che insegno non faccio un passo indietro, non faccio un po’ di silenzio, è impossibile che mi metta davvero in ascolto.

© 2017 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE


Sostegno mirato – Lingua

Le classi multilingue sono una realtà sempre più diffusa nei paesi dell'UE: sempre più alunni hanno una madrelingua diversa dalla lingua principale di insegnamento a scuola e necessitano di un ulteriore supporto linguistico per realizzare il proprio potenziale di apprendimento. L'immigrazione su vasta scala è un fenomeno relativamente recente in molte zone dell'Europa e la cultura dell'insegnamento deve trovare diverse modalità per rafforzare le conoscenze linguistiche.

Le scuole e le classi multilingue sono luoghi in cui gli studenti provengono da diversi contesti linguistici, parlano una lingua a casa e un'altra lingua a scuola, studenti e insegnanti non condividono una lingua comune e in cui alcuni o tutti gli studenti stanno imparando la lingua di insegnamento.

Da Etwinning 2017


Etwinning il tema per il 2017:

Un anno sull’inclusione

A quasi due anni dall’adozione della Dichiarazione di Parigi, che promuove la cittadinanza e i valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione, nel 2017 continueremo a lavorare su queste macro-aree, ma concentrando l’attenzione sull’Inclusione.

Quando si parla di inclusione, il discorso gravita spesso verso la prevenzione della radicalizzazione o l'istruzione per alunni con bisogni speciali. In tutto il 2017, il mondo di eTwinning si occuperà di questi temi, ma guarderemo all’inclusione in un senso più ampio: come mobilitare in modo efficace l'istruzione per promuovere i valori fondamentali dell’inclusione stessa.

Il raggio d’azione del lavoro su queste attività comprenderà la promozione di iniziative e progetti che aiutino i giovani ad acquisire le competenze civili e a sviluppare la cittadinanza attiva. In ultima analisi, l’obiettivo è promuovere l’inclusione sociale e gli atteggiamenti di non discriminazione verso culture, genere, razza, religione, disabilità, orientamento sessuale, età o altre categorizzazioni simili.

Nel corso del 2017, enfatizzeremo questo argomento nelle nostre attività eTwinning: workshop e conferenze, campagne di comunicazione, pubblicazioni e articoli sul portale.

 


Rapporto 2014 dell'OCSE sull'immigrazione


 

Orientamento e integrazione alunni di origine non italiana

 


Education and integration of second-generation migrant children in Europe


Network europeo per l'educazione di bambini e giovani con background di immigrazione.

Segnaliamo il rapporto comparativo "Analisi sull'attuazione delle politiche svolta da agenti educativi nazionali e altre parti interessate" - Maggio 2013

Dall'analisi delle varie realtà nazionali agli impegni sottoscritti in Europa 2020....

Per scaricare il testo in Italiano


 

In attesa della Mostra 2014, alcune istantanee della Mostra 2013 - clicca sul LOGO

Logo rete


Pro-memoria per la scadenza della  presentazione schede progetto per l'art.9: allegata una delle circolari dell'ufficio scolastico regionale del Veneto.


Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione di alunni stranieri pubblicate dal MIUR.

Quei mondi scoperti tra i banchi di scuola....Le classi scolastiche sono ormai un melting pot che costringe a modificare il rapporto tra docenti e discenti. Un percorso di lettura

 

Incontro con Gilberto Bettinelli per avvio progetto di ricerca – azione:   “Il plurilinguismo a scuola”


Durante  l’incontro in oggetto saranno esaminate e messe a punto le attività da realizzare relative   ai seguenti percorsi di ricerca-azione proposti da G. Bettinelli:

  1. Cogliere ogni “occasione” didattica, vale a dire temi e argomenti previsti nei curricoli delle diverse discipline, per  effettuare aperture sulle lingue.
  2. Realizzare un percorso di esplorazione delle lingue, presenti in classe, nei loro aspetti salienti.

 La  coordinatrice della rete, Paola Pasqualon, è a disposizione per concordare l’eventuale consultazione dei materiali non disponibili online, suggeriti nel file allegato “Il pluringuismo a scuola” di E. Gilberto Bettinelli (clicca "Il progetto").

Il programma del convegno - Il progetto - L'intervento al convegno

Per leggere l'intervento di Paola Pasqualon al convegno cliccare sull'immagine.
 
Due Kit didattici dal sito etwinning della Comunità Europea:
  1. Come siamo arrivati qui? Storie di migrazione
  2. Rifugiati - immigrati
 
I quaderni della Rete 2013
 
Una attenta documentazione sulle problematiche relative all'inserimento di alunni stranieri nel sito CESTIM di Verona.

Sirius